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VERSIONE IN ITALIANO DOPO QUELLA IN INGLESE

The Italian version of this article has been published on the 4ento.com website

EDIBLE INSECTS: FOOD OF THE FUTURE?

The global population is growing massively and the way we grow meat and harvest fruits and vegs are no longer sustainable. A recent report published by the Uninet Nation estimated the environmental impact of the animal farming. (1) For example, 3500 L of water are used to produce 1 kg of pork meat, 2300 L per kilo of chicken meat and 43000 L of water for beef meat. The carbon dioxide emission for the production of 1 kg of beef meat is 150 kg.

It has been thought that insects could be a good alternative to feed the increasing population. In fact, the amount of water necessary for their farming and their greenhouse gas emission are far lower than those relative to the animal farming. For example, the production of 1 kg of proteins from silkworms releases 15 kg of CO2 into the atmosphere, a number 10 times lower than the one for beef meat production. An accurate number for the use of water doesn’t exist, but it should be massively high as these insects are resistant to drought.

With regard the nutritional content, insects are a very good source of proteins. Locusts contain between 18 and 35% of proteins depending on the species, crickets between 8 and 25 % and silkworms around 15%. (1). Fish and beef meat contain around 22% of proteins.

However, the Western countries attitude to eating insects is pretty bad. The idea we have about insects is that of illness, sickness, dirtiness and poor hygienic conditions. We tend to kill flies, ants, spiders, bugs, we don’t want them in our houses, why should we have them on our table? In our plate? In our mouth?

I am writing this article to break some stereotypes about eating insects and show how farming insects in Europe could be a promising market to invest in.

  1. Eating insects is very common in Asia, some countries in Africa and South America. In most of these countries, they are considered a delicacy and only rich people can afford buying them. Back in the days, we used to eat insects too. European countries adopted the practice of eating insects from Egypt. (2) We no longer do this as the commercialisation of wool, leather and milk made the animal farming far more lucrative. Additionally, as consequence of urbanisation, our exposure to Nature and insects decreased considerably. This is possibly why more rural population eat insects: they eat what it is available in Nature.
  2. In some countries like China or Indonesia, the insect market is profitable, INSECTS ARE FARMED IN PROTECTED AND CONTROLLED ENVIRONMENT, and the risk of contamination is poor. Insects are kept in special boxes, where temperature, humidity and amount of food are constantly monitored. So, the idea that infections can be transmitted from insect to humans is incorrect. Although there is no scientific evidence, it seems unlikely that this could be the case as humans and insects have very different genes. Please note that it is not safe to eat wild insects as they are contaminated by bacteria from the soil.
  3. Although insects have been successfully used as food supply on large scale for animals, like birds, fish and some pets, their commercialisation as a food supply for humans is almost unexplored. A few start-ups of insectpreneurs in the UK do exist and the average price for a 100g bag of cricket flour is £ 6.50. Despite LUCRATIVE AND EXPECTED TO RAISE MORE THAN 40% BY 2023 (in the USA), the edible insect market for humans in the UK is missing as well as facilities for their farming. (3)
  4. The CONSUMER ACCEPTANCE is also much more POSITIVE that we think. A recent paper, published by the British Food Journal, showed that 40% of people interviewed had a positive attitude to edible insects. This attitude varied according to the level of education, ethnicity, gender and predisposition to try new food. Additionally, the EUROPEAN UNION recently AUTHORISED the use of novel food which includes insects (5).

Personally speaking, I went to a “bug fair” last July where I had the change to taste some food derived from insects. It was a sausage roll and a piece of banana cake made with cricket and silkworm flour, respectively. I was very sceptical about their taste at the start but, honestly, there was no difference between wheat and insect-based products. They taste the same. So, why not to try?

Teresa Ambrosio, SCI Ambassador, PhD Candidate at the Centre for Doctorial Training in Sustainable Chemistry

La popolazione globale sta aumentando a dismisura, per tale ragione allevamenti e agricolture intensive, su cui si basa la dieta delle popolazioni dei paesi sviluppati, non sono più sostenibile. In un recente report pubblicato dalle Nazioni Unite[1] viene valutato l’impatto ambientale dell’allevamento animale. Nello specifico, per quanto riguarda il consumo di acqua, si stima che per la produzione di un chilo di carne di maiale siano necessari 3500 L di acqua, 2300 L per un chilo di carne di pollo e addirittura 43000 L per un chilo di carne di vitello.1 In più, l’anidride carbonica emessa per produrre un chilo di carne di vitello è pari a 150 kg.1

Si è spesso pensato che gli insetti possano rappresentare una buona alternativa per soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in crescente espansione.1 Se si guarda ai dati relativi alle emissioni di gas serra e consumo di acqua necessari all’allevamento di insetti,  ci si può fare una idea di come il loro consumo alimentare possa contribuire ad uno sviluppo sostenibile.1 Ad esempio, l’anidride carbonica emessa per produrre un kg di proteine dai bachi da seta è di circa 15 kg, una quantità decisamente minore rispetto quella che viene emessa per produrre un kg di proteine animali.1 Anche se , si possono stimare valori di gran lunga inferiori rispetto all’allevamento animale, considerando inoltre che alcuni insetti, come i bachi da seta, sono resistenti alla siccità.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, gli insetti rappresentano alimenti di tutto rispetto se comparati alle carni. Infatti, il contenuto proteico di locuste e cavallette varia dal 18 al 32%, a seconda della specie; quello dei grilli varia dall’8 al 25% e per i bachi si parla di numeri intorno al 15%.1 Il contentuto proteico della carne di vitello è intorno al 22% e tale valore si osserva anche per alcuni alcuni pesci.1

Nonostante questo, nei paesi occidentali l’opinione che abbiamo rispetto agli insetti è veramente negativa. Infatti vengono associati a malattie, infezioni, sporcizia e scarse condizioni igieniche. Facciamo di tutto per cacciare dalle nostre case formiche, ragni, mosche e scarafaggi. Perchè dovremmo mangiarli, averli sul nostro tavolo o nella nostra bocca?

L’intezione di questo articolo è di sfatare tutti i miti e gli sterotipi sull’alimentazione a base di insetti e mettere in luce il sempre più crescente mercato degli insetti commestibili.

  1. Il consumo alimentare di insetti e molto diffuso in Asia, in alcuni paesi dell’Africa e in sud America. In questi posti, gli insetti sono considerati cibo di e solo per ricchi. Originariamente, anche in Europa si consumavano gli insetti. Dall’Egitto, il consumo alimentare di insetti si diffuse rapidamente in Europa.[2] Le ragioni per cui questa tradizione sparì, furono lo sviluppo dell’agricoltura e successivamente all’urbanizzazione. Infatti, dall’allevamento animale non si ricavano solo le carni, ma anche pelli, latte e lana che potevano essere messe in commercio. In più, l’urbanizzazione ha visto l’abbandono degli ambienti rurali a favore di una vita cittadina dove il contatto con la natura è minimo e così come l’esposizione agli insetti stessi. Proprio per questo motivo, le popolazioni asiatiche o della foresta amazzonica continuino ancora a mangiare insetti. Vivendo a contatto con la natura si nutrono di ciò che la natura offre.
  2. Nei paesi, come la Cina o l’Indonesia, dove il mercato egli insetti è redditizio, GLI INSETTI VENGONO ALLEVATI IN AMBIENTI CONTROLLATI dove l’umidità e la temperatura sono monitorati costantemente. Queste condizioni minimizzano il rischio di contaminazioni e il contatto con germi e batteri responsabili di malattie. Per cui l’idea che infezioni o malattie possano essere trasmesse dall’insetto all’uomo non ha al momento evidenze scientifiche. Infatti, sebbene non sia stato fatto nessuno studio a tale proposito, si pensa che difficilmente infezioni possano essere trasmesse dagli insetti agli uomini considerando che i due genomi sono totalmente diversi. A questo proposito è bene sottolineare di evitare di mangiare insetti selvatici trovati nel bosco. Questi infatti sono contaminati da germi e batteri naturalmente presenti nel suolo potenzialmente responsabili di infezioni e malattie.
  3. Gli insetti vengono attualmente utilizzati in larga scala per l’alimentazione di animali, come uccelli, pesci e aminali domestici in generale. Tuttavia la loro commercializzazione per l’alimentazione umana è un campo praticamente inesplorato. Soltanto un numero esiguo di start-up e insectpreneurs (imprenditori di insetti) hanno messo i loro prodotti in commercio (un pacchetto di 100g di farina di grilli costa intorno agli 8 euro su Amazon). Quindi, nonostante LE PROSPETTIVE ECONOMICHE SIANO REDDITIZIE E IL MERCATO DEGLI INSETTI COMMESTIBILI SIA DESTINATO AD AUMENTARE DI Più DEL 40% PRIMA DEL 2023 (in USA) secondo il Global Market Insight, questo tipo di mercato è praticamente assente in Europa così come le strutture che permetto la produzione di insetti destinati al consumo umano su larga scala.[3]
  4. L’opinione dei consumatori è molto più positiva di quello che ci si aspetterebbe. Una recente ricerca condotta in Italia e pubblicata sul British Food Journal ha messo in evidenza che il 40% dei partecipanti ha un atteggiamento positivo al consumo di insetti.[4] Lo studio ha anche dimostrato come il differente atteggiamento dipenda dal livello di istruzione, dal sesso e dalla predisposizione a cibi e sapori di altre nazioni e culture. Chi ha mostrato una cattiva predisposizione è tendenzialmente chi non ha mai assaggiato o provato a mangiare insetti. Per quanto riguarde le normative, recentemente l’UNIONE EUROPEA HA DATO AUTORIZZAZIONE in cui sono inclusi anche gli insetti.[5]

Sono andata, alla fine di luglio, ad una “fiera dell’insetto” dove ho avuto la possibilità di assaggiare cibo prodotto con insetti. Ho mangiato un involtino di salsiccia e una torta alla banana fatti con farina di grillo e di baco da seta. Ero molto scettica sul loro sapore ma, onestamente, non si sentiva alcuna differenza. I prodotti fatti con farina di grano o di grillo hanno lo stesso sapore. Quindi perchè non provare?

[1] Van Huis, H.; Van Itterbeeck, J.; Klunder, H.; Mertens, E.; Halloran, A.; Muir, G.; Edible Insects, Future prospects for food and food security, FAO, 2013.

[2] Diamond, J.; Guns, germs and steel: a short history of everybody for the last 13 000 years. UK, Vintage, 2005.

[3] https://www.gminsights.com/industry-analysis/edible-insects-market

[4] Caciatiello, C.; et al.; British Food Journal, 2016, 118, 2271.

[5] https://ec.europa.eu/food/safety/novel_food/legislation_en

Rev2: Il contenuto in proteine della carne di vitello è circa il 22% e tale valore si osserva anche per quanto riguarda alcuni pesci.1

Rev1: mettere in luce il sempre più crescente mercato sugli insetti commestibili.

 

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